VicTsing I-500 mech keyboard review

If you’ve ever read my blog in the past, chances are that you know I’m very interested in input devices and especially mechanical keyboards. I like my Das Keyboard very much, despite the criticisms I voiced in the review I posted on this very blog a few months ago. I recently discovered this specimen of VicTsing I-500 on Amazon and I have been very curious to try it out since, given its very low price, which is uncommon for a mechanical keyboard. Could this be the perfect product for someone who wants to give mechanical keyboards a first look without having to part with 100+ €? Or maybe we can’t really expect much for such a low-cost product? Let’s find out together!

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Come risolvere il problema dei combattimenti tra animali

Stamattina dovevo andare dal medico per farmi scrivere un paio di ricette. Qualunque persona dotata di una quantità arbitrariamente piccola di buon senso è consapevole che andare dal medico curante è una delle esperienze meno emozionanti che possano capitare nella vita. Urlai un “NO!” degno del miglior Darth Vader alla fine dell’Episodio III e guido verso lo studio con lo stoicismo che manco il figlio burdo di Seneca, Giona e Griselda. Non chiedetemi come funzionano ‘ste cose a tre ché non sono un esperto di genetica. Penso che c’entrino i piselli di Mendel. In un certo senso i piselli c’entrano sempre.

Dicevo: andare dal medico è una di quelle cose che ti fanno sempre cascare le balle a terra e fino ad oggi pensavo che il motivo per cui tanti vecchietti ogni giorno ci vanno è perché abbiamo pochi cantieri aperti e quindi i nostri anziani non hanno una beneamata mazza da fare tutto il santo giorno. Se mi fossi candidato al Parlamento avrei proposto proprio l’apertura di nuovi cantieri per aiutare la tanto sofferente sanità pubblica a prendere una boccata d’aria. Il ragionamento, a ben pensarci, fila: l’enorme quantità di vecchietti fa sì che i giovani in fila dal medico invecchino, raggiungendo l’età media delle altre persone in fila, che nel frattempo sono passate a miglior vita quando avevano ancora altre 5 persone davanti a loro, creando un circolo vizioso di scoglionamento e morte. Figuratevi che una volta ho visto entrare una donna in stato interessante e, quando è uscita, il figlio non solo era nato, ma discuteva amabilmente con la madre della festa dei diciott’anni che avrebbe tenuto di lì a breve. Più cantieri aperti garantirebbero file più gestibili presso gli studi dei condotti. Oggi, però, mi sono completamente ricreduto.

Contrariamente a quanto si possa pensare, ho molto a cuore la salute e il benessere dei pelosetti, spesso vittima di quella barbarie nota come combattimenti tra animali. Alla luce di quanto è successo oggi, posso affermare con sufficiente convinzione che le risse che si scatenano negli studi medici possano arginare e infine anche risolvere definitivamente il problema dei combattimenti tra animali. Anzi, forse lo fanno già. Avete presente gli Informatori Scientifici del Farmaco, noti al volgo come rappresentanti farmaceutici? Li conoscete sicuramente, sono quegli stronzi con la valigetta da finocchi, sempre col cellulare in mano e l’auricolare, spesso bluetooth, al posto dell’orecchino da pirata che hanno il diritto divino di scavalcare la fila per bieca prepotenza e cazzoneria. Dietro quei sorrisetti sornioni si nasconde una mente cinica e calcolatrice, resa ancora più perfida dal vil denaro. Ma i big money che fanno non provengono dalla percentuale che gli passa big pharma. Oh, no. Quella non è che una minima parte del loro introito. I soldoni gli derivano dai giri di scommesse clandestine in cui si può scommettere si chi uscirà vittorioso dalle zuffe che sicuramente scoppieranno. Su una media di 5 zuffe al giorno, raccogliendo 500 euro raccolti per match di quel fight club sanitario, fanno 2500 euro al giorno. Completamente esentasse.

Quindi, sì: che gli studi medici continuino a essere affollati. I pelosetti avranno una vita migliore a tutto scapito del SSN.

Il dizionario della perfidia Vol. I

Ogni tanto capita di veder circolare sui social una citazione del Devil’s Dictionary di Ambrose Bierce, un umorista statunitense di fine Ottocento. È vero che molte delle “voci” (uso il termine in senso molto lato, perché molte sono composte da una sola frase) oggi hanno perso gran parte della loro mordacia, soprattutto perché si riferiscono ad avvenimenti del Settecento e della prima metà dell’Ottocento, ma altre, come quella di Friendless, FidelityFreemason fanno ancora sorridere. Ho quindi deciso di avviare un mio personalissimo progetto che chiamerò Il dizionario della perfidia, perché è giusto che l’eredità di Bierce viva ancora. E anche perché l’ipocrisia che circonda alcune parole ha un attimino rotto il cazzo. Mi sembra chiaro, quindi, che bisogna rendere l’italiano una lingua più umana. Una lingua più vera. L’equivalente linguistico del Pipppero, in pratica. Non so dire se esisterà un volume II del Dizionario della perfidia. Probabilmente mi scoccerò fra un paio di giorni, ma per il momento beccatevi queste tre voci.

Il dizionario della perfidia

Lingua italiana

Lingua parlata dalla rispettiva comunità linguistica, residente grossomodo nel territorio della Repubblica Italiana, oltre che, in quantità limitate, nel Regno Unito, in Germania, in Svizzera, in Canada e negli Stati Uniti. Esempi d’uso: un film in lingua italiana, una palla; un difensore della lingua italiana, un analfabeta; detto da un americano: “I’m Italian”, risposta: “No, you aren’t”.

Declinazione

In linguistica, la flessione di nomi, pronomi, aggettivi e articoli al fine di indicare numero, genere e, in alcune lingue, caso grammaticale.

In medicina, tic nervoso con occorrenza esclusiva presso i filologi classici. L’eziologia non è ancora chiara, almeno stando a Schnauze (2008) e Arsch (2011). Pare tuttavia esservi una flebile correlazione tra l’imparare a memoria e la d. A livello sintomatologico, tale devianza si manifesta nell’elencazione incontrollata e incontrollabile di tutte le forme di una determinata parola latina o greca. Stranamente, i germanisti, i finnicisti e gli studiosi di lingue agglutinanti in genere sono immuni a tale tic.

Nonchalance

L’arte di fare puttanate gigantesche sbattendosene il cazzo.

Dal francese nonchalance, formato da non, avverbio di negazione, e chalance “fottersene altamente”.

Petaloso e il popolo del webbe

Ovvero, come un bambino di nove anni che conia la parola petaloso può averne capito più di te

Tutti linguisti, tutti professoroni, tutti profondi conoscitori della lingua italiana. E tutti si sentono in dovere di dire la propria. Per dirla con Caparezza, “il silenzio è d’oro e tu lo svendi ai peggiori offerenti”. O, se vogliamo essere un attimino più forbiti, possiamo citare Eco e dire “Questo è il bello dell’anarchia di internet. Chiunque ha diritto di manifestare la propria irrilevanza”.

Parliamoci chiaro: le lingue sono per loro natura volatili e mutevoli. Anche quelle più conservative subiscono cambiamenti nel corso del tempo, vuoi perché le esigenze linguistiche di quella comunità sono cambiate, vuoi perché la comunità stessa cambia e riconosce come più adatte o soddisfacenti determinate costruzioni e suoni. Se così non fosse, in Europa (eccezion fatta per l’Ungheria, la Finlandia, i Paesi baschi e la Turchia) si parlerebbe ancora l’indoeuropeo e i glottologi non dovrebbero sbattersi per cercare di ricostruire forme linguistiche e storia dell’evoluzione dei primi stadi di questa protolingua. Sarebbe un mondo decisamente più noioso, lasciatemelo dire. E forse il sottoscritto sarebbe disoccupato, ma questa è un’altra storia.

Tornando a noi, trovo veramente insopportabili tutti questi Difensori della Purezza della Lingua degli Angeli™ che si ergono a paladini di una lingua incorrotta. Solitamente non hanno idea di cosa sia la linguistica, il descrittivismo o le regole di formazione delle parole o, se le hanno, decidono di ignorarli a piè pari per propugnare la loro idea bislacca e fuori dal mondo di cosa sia giusto o sbagliato. Generalmente ciò è dovuto ad alcuni miti che sarebbe il caso di sfatare.

AVVERTENZA PER IL LETTORE: Se anche tu sei uno di quei microcefali che hanno perculato la parola petaloso, ti consiglio di reggerti forte alla sedia. Se sopravvivrai al sovraccarico cognitivo e arriverai in fondo all’articolo potrai aver imparato qualcosa e la capacità della tua scatola cranica sarà passata da quella dell’australopiteco a quella dell’Homo Erectus. Il sottoscritto declina ogni responsabilità da possibili crisi isteriche del lettore.

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Pareidolia in XCOM 2

No, non fare finta di non averlo sentito. Ha detto proprio “buttana ‘i to mà”.
O meglio, in realtà non l’ha detto. È semplicemente un caso di pareidolia (nel mio caso) e di condizionamento (nel tuo). È fantastico come il cervello umano sia in grado di cercare di mettere ordine in segnali che essenzialmente sono rumore.
Quelli di Eurogamer sono stati anche più bravi di me. Chapeau.

Das Keyboard Model S Professional review

It’s been a while since I first heard about mechanical keyboards, which purportedly offer better typing comfort than the more common membrane or scissor ones. Being a translator, it was only natural for me to be interested in them, since typing is what I do on my computer most of the time and I’m not completely comfortable using speech-recognition software, especially when working with chemistry or pharmacology texts, which notoriously feature very long words that speech-recognition software simply doesn’t support out-of-the-box. Before I bought my Das Keyboard, however, I decided to do some research first, gathering information from reviews and user forums. The first thing I noticed when reading those, it’s the huge amount of snake oil present there. Especially on forums, you may run across a few bold yet unsubstantiated claims, ranging from “mechanical keyboards improve your typing speed”, to the more otherworldly “bottoming out may cause micro-fractures to your finger bones” and “tenkeyless keyboards are better for you, because your arms are in a more natural position when using a mouse”. Both those remarks made me raise an eyebrow when I first came across them, so I decided to delve a bit deeper to see if I could find any substantiation for them.

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